Invii a tariffa ridotta

Nel periodo 1945-2001 ad alcuni soggetti erano consentite delle agevolazioni tariffarie per l’invio della corrispondenza.

Corrispondenze tra uffici pubblici.
Vi erano due modalità di applicazione dell’agevolazione:
1) Corrispondenza originata da Uffici Pubblici il cui bilancio era completamente a carico dello Stato, verso altri Uffici Pubblici per ragioni di servizio: godevano dell’esenzione totale dell’affrancatura.
2) Corrispondenza originata da altri Uffici Pubblici (per esempio Municipi), destinati ad altri Uffici Pubblici per ragioni di servizio: godevano della tariffa ridotta del 50% fino al 31 dicembre 1961.

Gli oggetti a me noti sono lettere, stampe e manoscritti. Era possibile raccomandare gli oggetti o recapitarli per espresso. Per l’espresso era sempre obbligatorio che il mittente pagasse per intero la soprattassa; per la raccomandazione, la soprattassa nel caso 1 era in franchigia mentre nel caso 2 era da corrispondersi per intero. Gli uffici pubblici che avevano diritto ad inviare gli oggetti senza affrancatura o a tariffa ridotta avevano a disposizione un timbro ovale detto ovale di esenzione, che doveva essere apposto sulla corrispondenza.

Corrispondenze tra uffici pubblici e soggetti privati
Gli uffici pubblici avevano la facoltà di inviare corrispondenza non affrancata con tassa a carico del destinatario. Generalmente una corrispondenza priva di affrancatura era tassata a destinazione per il doppio della tariffa mancante: nel caso della tassa a carico, invece, la tassa a destinazione era pari alla sola tariffa, non al doppio. Anche in questo caso era necessario apporre l’ovale di esenzione ed indicare che l’oggetto viaggiava con tassa a carico.
Le corrispondenze potevano anche essere raccomandate (eventualmente anche con avviso di ricevimento), ed anche queste tariffe e soprattasse erano a carico del destinatario. Mi sono noti dei casi in cui è stato applicato anche il servizio espresso a carico del destinatario quando, di solito, era sempre necessario che il mittente pagasse in anticipo la relativa soprattassa (le Poste non gradivano far uscire un fattorino per il recapito dell’espresso quando c’era il rischio che il destinatario poi rifiutasse la corrispondenza tassata).

Corrispondenze dirette a militari di truppa
Questa agevolazione riguardava le corrispondenze destinate ai militari di truppa. Gli oggetti autorizzati erano alla tariffa ridotta erano lettere e cartoline. L’agevolazione valeva solo per le corrispondenze ordinarie: la raccomandazione o il recapito espresso dell’oggetto, se richiesti, facevano decadere l’agevolazione e l’oggetto si doveva affrancare con la tariffa intera (più la soprattassa relativa ai servizi accessori richiesti, ovviamente).
Era invece possibile godere della tariffa ridotta e contemporaneamente utilizzare il servizio di Posta Aerea (pagando la soprattassa per intero) o di Fermo Posta, nel caso in cui si volesse aggiungere all’affrancatura la tariffa di fermo posta pagato dal mittente.
La tariffa fu in vigore fino al 6 agosto 1999.

Corrispondenze in franchigia
Questa agevolazione riguarda le corrispondenze del Capo Provvisorio dello Stato e successivamente del Presidente della Repubblica: tutto il materiale in partenza indipendentemente dalla destinazione (uffici pubblici, o privati) e tutto il materiale ad egli diretto viaggia esente da affrancatura.
La stessa agevolazione vale per il Pontefice.

Gli oggetti postali inviati a tariffa ridotta sono tutti classificati nelle relative pagine dedicate a:
– lettere per l’interno,
cartoline per l’interno,
manoscritti per l’interno,
stampe per l’interno.


Nota bibliografica: Le agevolazioni per i militari (soldati, caporali, caporali maggiori ma non gradi superiori) sono spiegate nel Catalogo Unificato di Storia Postale 2011-2013, che riprende il Codice Postale del 1973 (Decreto Presidente della Repubblica n° 156 del 19 marzo 1973, consultato in questo URL nel marzo 2018) e che conferma le regole fossero simili anche nelle precedenti versioni. Questo argomento è toccato nella pagina dedicata al 30 lire Siracusana, dove compare una lettera (giustamente a tariffa intera) diretta ad un sergente maggiore. In caso di dubbi sui gradi militari, una spiegazione accessibile si trova in questa pagina di wikipedia.
Anche le date d’uso delle agevolazioni sono citate nel Catalogo Unificato di Storia Postale, edizione 2011-2013, Terzo volume “Servizio Corrispondenze Repubblica Italiana”.
Per quanto riguarda invece gli oggetti destinati a militari spediti per posta aerea o con il servizio fermo posta, rimando ad alcune pagine di Gianni Vitale dedicate agli interi postali della serie Democratica e pubblicate nel sito Il Postalista.