Invii a tariffa ridotta

Gli invii a tariffa ridotta erano una particolare modalità per affrancare ad una tariffa agevolata alcuni oggetti. La tariffa agevolata era, molto spesso, pari alla metà della tariffa intera. Vi erano due principali categorie di oggetti.

Corrispondenze tra uffici pubblici.
Questa agevolazione riguardava le corrispondenze spedite da un pubblico ufficiale (generalmente il Sindaco del Comune) o da particolari uffici pubblici. Gli oggetti dovevano essere destinati ad altri uffici pubblici e le ragione dell’invio dovevano essere di puro servizio.
Gli oggetti a me noti sono lettere, stampe e manoscritti. Era possibile raccomandare gli oggetti o recapitarli per espresso, pagando per intero la relativa soprattassa.
Gli uffici pubblici che avevano diritto ad inviare gli oggetti a tariffa ridotta avevano a disposizione un timbro ovale detto ovale di esenzione, che doveva essere apposto sulla corrispondenza.
La tariffa ridotta fu in vigore in epoca di Regno e restò valida in epoca di Repubblica, fino al 31 dicembre 1961.

Corrispondenze dirette a militari di truppa
Questa agevolazione riguardava le corrispondenze destinate ai militari di truppa.
Gli oggetti autorizzati erano alla tariffa ridotta erano lettere e cartoline. L’agevolazione valeva solo per le corrispondenze ordinarie: la raccomandazione o il recapito espresso dell’oggetto, se richiesti, facevano decadere l’agevolazione e l’oggetto si doveva affrancare con la tariffa intera (più la soprattassa relativa ai servizi accessori richiesti, ovviamente).
Era invece possibile godere della tariffa ridotta e contemporaneamente utilizzare il servizio di Posta Aerea (pagando la soprattassa per intero) o di Fermo Posta, nel caso in cui si volesse aggiungere all’affrancatura la tariffa di fermo posta pagato dal mittente.
La tariffa fu in vigore fino al 6 agosto 1999.

Gli oggetti postali inviati a tariffa ridotta sono tutti classificati nelle relative pagine dedicate a:
– lettere per l’interno,
cartoline per l’interno,
manoscritti per l’interno,
stampe per l’interno.


Nota bibliografica: Le agevolazioni per i militari (soldati, caporali, caporali maggiori ma non gradi superiori) sono spiegate nel Catalogo Unificato di Storia Postale 2011-2013, che riprende il Codice Postale del 1973 (Decreto Presidente della Repubblica n° 156 del 19 marzo 1973, consultato in questo URL nel marzo 2018) e che conferma le regole fossero simili anche nelle precedenti versioni. Questo argomento è toccato nella pagina dedicata al 30 lire Siracusana, dove compare una lettera (giustamente a tariffa intera) diretta ad un sergente maggiore. In caso di dubbi sui gradi militari, una spiegazione accessibile si trova in questa pagina di wikipedia.
Anche le date d’uso delle agevolazioni sono citate nel Catalogo Unificato di Storia Postale, edizione 2011-2013, Terzo volume “Servizio Corrispondenze Repubblica Italiana”.
Per quanto riguarda invece gli oggetti destinati a militari spediti per posta aerea o con il servizio fermo posta, rimando ad alcune pagine di Gianni Vitale dedicate agli interi postali della serie Democratica e pubblicate nel sito Il Postalista.


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