Storia di una rispedizione

L’oggetto sotto riportato è una lettera primo porto a tariffa ridotta viaggiata tra il 1° agosto 1951 ed il 30 giugno 1960, quando la tariffa era di 13 lire. Nel momento in cui la tariffa piena per la lettera primo porto era di 25 lire, si preferì inserire nel tariffario una voce specifica arrotondata a 13 lire piuttosto che costringere gli utenti ad utilizzare la tariffa esatta ridotta al 50%, che sarebbe stata pari a 12 lire e 50 centesimi.
Questa lettera, affrancata con il 6 lire Italia al Lavoro più il 5 ed il 2 lire e composta da un unico foglio ripiegato, ebbe un percorso abbastanza particolare. A prima vista, pare una lettera spedita da Serrapetrona il 31 ottobre 1951 per Camerino, con bollo in arrivo a Camerino dello stesso giorno.
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Questa prima lettura non spiega, però, la presenza del bollo in arrivo a San Severino Marche del successivo 2 novembre, né il secondo impercettibile ovale di esenzione violetto posto sotto al datario di Camerino. Inoltre, appare strano che il bollo in arrivo a Camerino sia stato apposto dallo stesso lato dei francobolli, quando invece era prassi apporlo sul retro. Per comprendere la rispedizione occorre aprire il foglio intero.
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L’affrancatura di 13 lire fu apposta ed annullata a Serrapetrona (31.10.51). Lì fu anche apposto il timbro lineare “Municipio di Serrapetrona” e l’ovale di esenzione “Il Sindaco di Serrapetrona”. Questo timbro (tra l’altro nella vecchia versione “R. Poste”, ovvero Regie Poste) in inchiostro viola garantiva l’ufficialità della corrispondenza e ne giustificava la tariffa ridotta. Il foglio era piegato in terzi in senso verticale ed il bollo in arrivo a Camerino in effetti fu apposto sul retro dell’oggetto; nel foglio aperto si vede a metà all’estremità destra (la parte inferiore “MACERATA”) e per l’altra metà illeggibile a sinistra della scritta “Municipio” del timbro lineare.

Leggendo il testo, si vede che è una richiesta al Procuratore della Repubblica di Camerino da parte del Sindaco di Serrapetrona: se il Signor Procuratore fosse stato d’accordo su una rettifica anagrafica, allora avrebbe dovuto inoltrare il carteggio a San Severino Marche.

Così fu fatto: la Procura della Repubblica di Camerino rispedì al Comune di San Severino Marche, scrivendo l’indirizzo in inchiostro azzurro. Il foglio fu piegato in maniera diversa, in sesti, fu apposto l’ovale di franchigia della Procura della Repubblica di Camerino (molto tenue, nascosto dal bollo di Camerino tra l’indirizzo in azzurro e la parola “Procuratore” dell’indirizzo in nero) e fu timbrato in partenza da Camerino (lo stesso bollo che nasconde l’ovale di franchigia). La Procura della Repubblica, nella sua comunicazione al Comune di San Severino Marche, non godeva della tariffa ridotta, ma della franchigia: non sono stati quindi applicati altri francobolli per la rispedizione. Questo l’oggetto ripiegato rispedito da Camerino:
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Con la nuova piegatura, una volta arrivata la lettera a San Severino Marche, il bollo di arrivo fu apposto su quello che era diventato il retro dell’oggetto piegato in sesti.


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