Oggetti non affrancati

Questa sezione delle corrispondenze tassate è dedicata agli oggetti che non sono stati affrancati dal mittente. Lettere e manoscritti avevano diritto a viaggiare non affrancati fino al 1999, lasciando al destinatario l’onere di sostenere una tassa pari al doppio dell’affrancatura; gli altri oggetti non avevano corso.


Lettera primo porto fuori distretto spedita da Terracina l’8 gennaio 1946 per Ferrara, non affrancata per 2 lire. Tassata a destinazione con 2 segnatasse da due lire Luogotenenza, annullati con il bollo del controllore.


Lettera primo porto fuori distretto spedita da Venezia il 25 settembre 1946 per Bologna, con arrivo a destinazione il giorno stesso ed applicazione di segnatasse della Luogotenenza: 5 lire filigrana ruota, 2 lire filigrana ruota, 1 lira senza filigrana.


Lettera primo porto spedita da San Pietro Vernotico il 7 aprile 1948 per Brindisi e giunta a destinazione il giorno successivo, dove fu applicato un segnatasse da 20 lire filigrana Ruota Alata, pari al doppio dell’affrancatura mancante.


Lettera primo porto spedita da Supino il 18 febbraio 1952 per Milano, non affrancata per 25 lire: applicazione del timbro T e tassazione a Milano il 20 febbraio 1952 con cinque esemplari del segnatasse 10 lire ruota pari al doppio dell’affrancatura mancante.


Lettera primo porto spedita da Lucera il 12 febbraio 1993, non affrancata per 750 lire: applicazione di timbro T e tassazione a Forlimpopoli il 20 febbraio 1993 con segnatasse da 1500 lire pari al doppio dell’affrancatura mancante.


Nota bibliografica: è il Catalogo Unificato di Storia Postale 2011-2013, Terzo Volume, che cita lettera e manoscritti come unici oggetti recapitati anche se privi di affrancatura. Questo testo cita inoltre il Decreto Legislativo 22 luglio 1999 che abolisce questo diritto, sancendo che da quel momento “gli invii postali […] sono debitamente affrancati”.