Oggetti con affrancatura insufficiente

Questa sezione delle corrispondenze tassate è dedicata agli oggetti che sono stati insufficientemente affrancati. Questa sezione comprende oggetti con affrancature insufficienti che non derivano né dall’applicazione errata di agevolazioni, né dall’applicazione di tariffe non più in vigore, né dall’applicazione di valori considerati non validi: a tutti questi oggetti sono riferite delle pagine specifiche.


Venezia, 24 marzo 1946 per Bolzano: la lettera primo porto fuori distretto, al posto di essere affrancata per 4 lire fu affrancata con una quartina del 40 centesimi Democratica (1,60 lire) e fu quindi tassata del doppio dell’affrancatura mancante (2,40 lire x 2) arrotondato a 5 lire. Fu apposto un segnatasse da 5 lire della Luogotenenza con filigrana Ruota, non essendo ancora stati emessi i segnatasse della Repubblica.


Selva di Cadore, 28 novembre 1946 per la medesima località: la lettera primo porto per il distretto si affrancava con 3 lire, ma fu applicato un solo francobollo da 2 lire Democratica. L’oggetto fu tassato per 2 lire, pari al doppio dell’affrancatura mancante, con cinque esemplari del segnatasse 40 centesimi Democratica, nella versione con filigrana ruota.


Battipaglia, 18 aprile 1947 per gli Stati Uniti: la lettera per l’estero fu affrancata per 14 lire e non per 15 e pertanto fu tassata a destinazione per un centesimo di dollaro. Si tollerò (da parte dell’ufficio postale italiano che annullò il francobollo) l’uso per l’estero del francobollo per espresso per assolvere una tariffa di posta ordinaria: all’epoca era possibile l’uso per posta ordinaria, ma solo nella corrispondenza diretta all’interno: l’uso per l’estero avrebbe potuto confondere il personale postale a destinazione.


Lettera primo porto affrancata per 14 lire al posto di 15: tassazione del doppio della lira mancante con un segnatasse da 2 lire. Finale, 8 settembre 1948:


Lettera primo porto spedita da Roma il 16 ottobre 1948 affrancata per 14 lire al posto di 15: all’arrivo a Palermo fu tassata del doppio della lira mancante con una coppia di segnatasse da una lira.


Cartolina postale da 12 lire Democratica senza integrazione: affrancatura in difetto di 3 lire rispetto alle 15 lire necessarie per affrancare la cartolina, tassata del doppio con segnatasse da 6 lire. L’oggetto presenta l’annullo frazionario di Marianopoli, 18 luglio 1949. La tariffa era stata aumentata da 12 a 15 lire nell’aprile precedente: dopo più di tre mesi l’oggetto è presentato in questa pagina e non nella pagina dedicata alle errate applicazioni di tariffe precedenti, in cui si limita l’esposizione ad oggetti tassati nei primi giorni della nuova tariffa.

Unico uso noto in periodo di Repubblica del frazionario di Marianopoli.

Medesima situazione: cartolina spedita da Bari il 13 agosto 1949 e affrancata con una coppia del 6 lire Democratica, tassata a destinazione il giorno successivo a Trani con tre esemplari del 2 lire Segnatasse.


Viserba, 21 luglio 1949: cartolina affrancata per 9 lire al posto di 15 e tassata in arrivo a Milano (Milano Arrivi Distribuzione Tassate) il 25 luglio successivo con segnatasse da 12 lire.


Napoli, 11 settembre 1949: lettera primo porto affrancata per 18 lire al posto di 20 e tassata in arrivo a Enna il 15 settembre 1949 per il doppio delle 2 lire mancanti con un segnatasse da 4 lire.


Rovezzano, 4 novembre 1949 per S. Agata di Scarperia (bollo di arrivo in data 7 novembre): il biglietto fu spedito in busta chiusa, non aperta. Se la busta fosse stata aperta e se il contenuto fosse stato limitato a dei convenevoli, l’invio avrebbe avuto diritto alla tariffa agevolata, che all’epoca era di 6 lire (comunque non 10). Il francobollo da 10 lire arancio della serie Democratica con cui era affrancato non fu sufficiente: la tariffa per la lettera primo porto era di 20 lire, quindi vi era un difetto di 10 lire e la tassa fu pari al doppio dell’affrancatura mancante: furono quindi apposti due segnatasse da 10 lire.
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Bordighera (annullo con targhetta), 21 febbraio 1951 per Brescia: la cartolina illustrata con data e firma si affrancava con 5 lire mentre il mittente utilizzò un solo francobollo da 3 lire: all’oggetto fu quindi applicata l’impronta “T” destinata alle corrispondenze da tassare. Non vi è traccia della riscossione della tassa, né un segno che indica che la cartolina fu tolta di corso.