I bolli frazionari sono una categoria speciale di bolli postali: riportano, oltre al nome della località, una coppia di numeri rappresentata come una frazione. Di questi numeri, il primo è l’identificativo della provincia ed il secondo l’identificativo dell’ufficio (in ordine alfabetico, ma non sempre) all’interno della provincia.
All’inizio del 1900 le Poste ricercavano una soluzione e i problemi legati a omonimie o nomi molto simili nelle varie località italiane, non tanto per tutelare i mittenti delle comunicazioni, quanto per scongiurare errori da parte delle Poste nel trattamento dei servizi a denaro.
In Italia, infatti, vi sono per esempio, due province entrambe denominate “Reggio” che necessitano di specificare se si tratti di Reggio Emilia o Reggio Calabria. La stessa situazione si ha al livello amministrativo inferiore per svariati comuni, che devono sempre essere citati con la loro denominazione completa, come per esempio Noventa Padovana, Noventa Vicentina o Noventa di Piave (VE), o Castelfranco Veneto (TV) e Castelfranco Emilia (MO). Talvolta, i comuni omonimi sono persino all’interno della stessa provincia, come Bassano Romano e Bassano in Teverina, entrambe località in provincia di Viterbo (senza contare Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza, e Bassano Bresciano).
Al di là di queste omonimie, vi sono anche molte situazioni con nomi simili, per esempio Milano, Merano (BZ), Mirano (VE) e Marano (VI), oppure Limena (PD) e Limana (BL): i documenti ed i moduli, che all’epoca erano per la maggior parte manoscritti, potevano essere fonte di errori di scrittura o di interpretazioni errate, confondendo per esempio una “a” con una “o”, magari scritte frettolosamente.
Fu per questo che le Poste decisero di identificare gli uffici con un codice numerale univoco che superava i problemi di omonimia o nomi simili sopra esposti. Nacquero quindi i codici frazionari, riportati su svariati supporti (moduli, documenti, ecc.) e riprodotti anche sui bolli. In teoria tali bolli dovevano essere utilizzati soltanto sui documenti dei servizi a denaro, ma sono comunemente rinvenibili anche sui servizi di corrispondenza: per questo motivo sono esposti anche in questo sito dedicato alle corrispondenze in epoca di Repubblica.
Il primo numero del codice frazionario rappresenta l’identificativo della provincia. Si utilizzò la lista delle province in uso al 1914, l’anno in cui furono introdotti i frazionari. Si partiva da Alessandria, con il numero 1, fino a Vicenza, con il numero 69. Via via nel tempo furono istituite o divennero territorio italiano altre province, che ricevettero numeri successivi al 69 (per esempio Trento, Trieste, Isernia scorporata da Campobasso, o La Spezia scorporata da Genova). Altre province, sebbene rinominate, mantennero il numero assegnato senza curarsi della nuova posizione nell’elenco alfabetico: per esempio Agrigento ha mantenuto il numero 29 assegnato nell’elenco alfabetico alla vecchia denominazione Girgenti.
Il secondo numero del codice veniva assegnato con la seguente regola:
– il numero 1: all’ufficio principale del capoluogo di provincia
– gli altri numeri da 2 in poi: agli uffici dei comuni della provincia, in ordine alfabetico; quando nell’elenco alfabetico dei comuni della provincia si arrivava al nome del comune capoluogo, in questo punto si potevano inserire gli altri uffici secondari del capoluogo;
– i numeri successivi: ad altri uffici ubicati in frazioni,
– i numeri ancora successivi: ad altre aperture di uffici una volta consolidata la lista sopra riportata.
L’evoluzione delle aperture e delle chiusure degli uffici, la creazione di nuovi province e comuni o la fusione di più comuni in un comune solo fanno sì che molto spesso l’ordine numerico usato cento anni fa non abbia più molti legami con la suddivisione amministrativa attuale e nemmeno con l’ordine alfabetico.
Questi bolli furono prodotti indipendentemente dalle varie direzioni provinciali, senza uniformarsi ad uno standard unico, con il risultato di una grande eterogeneità di forme e diciture. Altrettanto eterogeneo fu il loro uso: in alcune province fu molto diffuso, in altre più limitato: alcuni uffici li utilizzarono prevalentemente per i servizi a denaro (scopo per cui erano stati creati), altri anche sulla corrispondenza in arrivo e in partenza; alcuni furono usati solo in periodo di Regno, altri anche in periodo di Repubblica e sono noti fino agli anni ’60. Negli anni ’60 furono poi introdotti altri tipi di frazionari, in un numero limitato di province, con le due cifre nelle lunette.
Nella presente pagina sono esposti gli usi del bollo frazionario rinvenuto in periodo di Repubblica sugli oggetti della mia raccolta. Le note sugli usi fanno riferimento al censimento dei frazionari presentato e continuamente aggiornato su una sezione nel forum del sito www.lafilatelia.it. Province presenti nella raccolta: Alessandria (1), L’Aquila (3), Arezzo (4), Avellino (6), Bari (7), Benevento (9), Bologna (11), Brescia (12), Caltanissetta (14), Campobasso (15), Catanzaro (18), Como (20), Cosenza (21), Foggia (26), Forlì (27), Genova (28), Agrigento (29), Lecce (31), Mantova (35), Napoli (40), Novara (41), Padova (42), Palermo (43), Pavia (45), Perugia (46), Pesaro (47), Piacenza (48), Reggio Calabria (53), Reggio Emilia (54), Roma (55), Salerno (57), Siracusa (60), Sondrio (61), Teramo (62), Torino (63), Treviso (65), Verona (68), La Spezia (78), Vercelli (90).
Nota metodologica: nella raccolta qui presentata trova spazio il materiale viaggiato a partire dall'introduzione della serie Democratica: alcuni esempi d'uso presentati in questa pagina non sono propriamente degli usi in periodo di Repubblica, ma risalgono ad alcuni mesi prima del giugno 1946. Tecnicamente, quindi, sarebbe meglio definirli come usi nel dopoguerra.
Nota bibliografica: i bolli frazionari ed il progetto di catalogazione intitolato "Laboratorio di ricerca annulli frazionari" ospitato nel Forum del sito www.lafilatelia.it sono esposti nell'articolo di Riccardo Bodo "La strana storia degli annulli frazionari", L'Arte del Francobollo n° 35, aprile 2014, edizioni Unificato.





















































































































































































